Mancano meno di venti giorni alle elezioni politiche in Spagna, e il quotidiano sportivo Marca ha colto l’occasione per intervistare ognuno dei cinque leader nella competizione. L’avvio è toccato al presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez, a cui tocca “difendere il titolo”.

Verso la fine dell’intervista il giornalista gli domanda: «Le dà fastidio quando Pep Guardiola parla della Spagna come uno “Stato autoritario e repressivo”?». Al che Sánchez replica, in tutto il suo aplomb istituzionale: «Sì, chiaro. E mi offerde perché non è vero nulla di ciò che dice a riguardo. Non solo, secondo alcune testate sportive, lo stesso Stato del quale parla gli ha offerto di allenare La Roja in un momento preciso».

Ancora una volta si torna quindi a parlare dello scontro tra indipendentisti e governo spagnolo, anche se l’esecutivo di minoranza socialista aveva deciso di intavolare un rapporto più mite.

Il governo è caduto proprio quando gli indipendentisti catalani (che pur senza qualche malumore avevano appoggiato Sánchez fino a quel momento) hanno votato contro la Legge di Bilancio perché non avevano ottenuto garanzie sufficienti in materia di autogoverno. E cosa c’entra Guardiola con quei partiti?

Guardiola è stato per anni calciatore e poi allenatore del Barcellona e non ha mai nascosto le sue simpatie politiche indipendentiste. Nelle elezioni catalane del 2015, quando ormai allenava il Bayern Monaco, aveva chiuso la lista elettorale Junts pel Sí, che aveva come obiettivo politico principale l’organizzazione del referendum unilaterale per l’indipendenza, tenutosi poi con grandi ripercussioni politico-mediatiche (per così dire) il primo ottobre 2017.

La frase incriminata di Guardiola risale al 2017, e all’epoca gli era valsa non poche critiche proprio da parte della stampa spagnola, che l’aveva accusato di criticare la Spagna chiedendo un occhio sulla situazione politica del Qatar. L’allenatore aveva sostenuto, in quanto ambasciatore per i Mondiali di calcio, che Doha fosse da considerarsi alla stregua di un Paese occidentale.

Il discorso in cui Guardiola pronuncia la frase sullo Stato spagnolo

Oggi la polemica appare più fredda, ma due anni fa prima che lo scontro tra il Govern indipendentista e il Gobierno popolare di Mariano Rajoy, il discorso sul Procés aveva molta trazione e molto risalto anche sui media italiani. La Stampa scrisse addirittura di una Generazione Guardiola.

L’anno scorso, quando la magistratura spagnola stava perseguendo attivamente il mandato di arresto nei confronti dell’ex presidente della Generalitat Carles Puigdemont, fu perfino perquisito il suo aereo.

Per ora le contraddizioni del Guardiola politico non hanno avuto ulteriori sviluppi. Ma chissà che l’allenatore del City non finisca per affrontare presto la sua vecchia squadra in Champions. Sarebbe il palco perfetto per nuove dichiarazioni politiche.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.